Schiacciato tra la sempre incombente presenza dei militari e il peso sproporzionato degli oligarchi, il Brasile che oggi ospita i Mondiali di calcio è un paese radicalmente diverso rispetto a vent’anni fa, ma che allo stesso tempo continua a fare i conti con i fantasmi del passato. E il lulismo, che lo ha dominato a partire dai primi anni Duemila, ha sempre oscillato fra necessità del compromesso e connivenza con i poteri forti.
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